A Dark Night's Passing - Epilogo 5
Nov. 24th, 2020 02:52 pm
Luogo: Palcoscenico del "Marble Cast"
Kohaku: ...perché stai perdendo tempo, Madara-han? Se non te la senti, ci penserò io.
"GFK" – è così che ti chiamerò. Sta per "Successore del Padrino". Non fai altro che sorridere come un totale idiota, sai?
Non provare a fare una cosa stupida come il voltarti per affrontarmi.
Madara: Ooh, che pauraaa ♪
Kohaku: Fai silenzio, Madara-han, sei fastidioso. Piuttosto, questo non è un gioco, vedi di prenderla seriamente.
Mi stai ascoltando, GFK? Non ho armi con me, ma posso assicurarti che sono perfettamente in grado di far scorrere le mie dita lungo le tue costole e di schiacciarti il cuore a mani nude.
Posso infliggerti una ferita dalla quale non ti riprenderai mai più – posso ucciderti.
Tienilo a mente mentre rifletti su come ti comporterai a partire da ora. Se vuoi continuare a vivere, evita di fare qualsiasi cosa possa metterci di cattivo umore.
Madara: Ahahaha, anche se siamo già piuttosto di malumore.
GFK, mi stavo chiedendo... possibile che tu non ti sia reso conto di tutte le tue cattive azioni?
Immagino di no. Non stai infrangendo nessuna particolare legge e non hai mai sfiorato nessuno. Stai solo ingannando le persone e le usi come meri strumenti, guadagnando nel mentre un po' di soldi.
Sei solo un insetto che si fa grande annunciandosi come successore di “Colui Che Non Deve Essere Nominato” – quel tizio si starà rivoltando nella tomba.
Se ti vedesse adesso, scommetto che si lamenterebbe e direbbe qualcosa del tipo "deve essere la fine del mondo se qualcuno come lui è il mio successore".
Ma questo è il tipo di persona che sei, è impensabile che tu rifletta e giunga alla conclusione che sei malvagio.
È anche il motivo per cui non sarai mai in grado di comprendere il perché sono arrabbiato con te al posto del mio amico Tsukinaga Leo, che tu hai ingannato ed utilizzato come più ti conveniva.
Ovviamente è lui la ragione per cui mi sento così.
Ti sembro forse un santo che non si offenderebbe se gli chiedessero di truffare un amico?
Oppure non credi che a questo mondo esistano persone capaci di arrabbiarsi per motivi simili? Che non ci sia qualcuno disposto ad adirarsi per conto di altri?
Kohaku: Fufu. Immagino che tu non ti sia mai arrabbiato per il bene di qualcun altro, perciò non puoi neanche concepire l'esistenza di persone simili.
Hai tracciato una linea tra te e chi ti circonda – “Io sono io, gli altri sono gli altri” – e credi che la sofferenza di coloro che reputi estranei non sia affar tuo.
Visto che non sembri affatto sentirti in colpa, scommetto che hai continuato ad agire senza riflettere sulle tue azioni, indipendentemente dagli inganni e dalle crudeltà che hai commesso.
Pensi di essere intelligente, un tipo davvero furbo, e che gli altri siano solo degli idioti incompetenti.
Oggettivamente parlando, hai ragione.
Tu sei tu; le altre persone sono le altre persone, non hanno niente a che vedere con te. Però, se decidi di tracciare una linea simile tra di voi...
...allora sei già diventato qualcosa di disumano.
Vivere come un essere umano significa far parte di uno sciame, provare empatia nei confronti di chi lo abita.
Eppure tu credi sia possibile vivere una vita senza preoccuparsi degli altri.
Il che significa che non hai le qualifiche per vivere in questa società formata da individui disposti a sostenersi a vicenda, che a poco a poco hanno deciso di condividere i propri fardelli.
Le api che non svolgono il proprio lavoro esistono anche in un alveare, ma tu non sei neanche considerabile tale. Sei solo un insetto nocivo che si aggrappa a coloro che cercano disperatamente di vivere la loro vita, che prosciuga la loro linfa vitale – un parassita.
Qualsiasi ape soldato ti pungerebbe a morte all'istante nel vederti fare qualcosa di simile.
Per il bene dello sciame, per garantirne la sopravvivenza e sterminare l'invasore che ha portato via ciò che è nostro di diritto.
...sai, anche noi troviamo soffocante vivere in questa società. Macchiati di fango ed odiati da tutti, siamo stati destinati ad essere impuri dal momento in cui siamo venuti alla luce.
Solo questo sarebbe abbastanza per farci provare risentimento nei confronti dei nostri genitori e delle divinità, per averci fatto nascere in queste circostanze.
Eppure, ci rifiutiamo di rinunciare al nostro diritto di vivere. Ce ne lamentiamo, ma non abbiamo intenzione di gettare via tutto quanto. Pensiamo invece di dover essere grati che qualche esaltato ci abbia permesso di venire al mondo.
Senza contare che è proprio perché noi ci contaminiamo che qualcun altro può vivere una vita pulita e sana.
È per questo che stringiamo i denti e continuiamo a vivere, consolidando i nostri cuori e vantandoci della bellezza delle loro svolazzanti ali.
Non voglio che tutto quello che abbiamo freneticamente protetto e mantenuto scintillante venga macchiato e rubato da un estraneo senza valore, un estraneo venuto da chissà dove.
Madara: Ahahah, sei davvero una persona gentile, Kohaku-san – guardati, gli offri pure una spiegazione adeguata.
Però... come tu stesso hai detto, GFK non è più un essere umano. Non ha le qualifiche per esserlo, non capirebbe neanche se tu glielo gridassi.
Ecco perché non possiamo far altro che fargli capire il nostro punto di vista con la forza.
La violenza è un metodo di comunicazione onnipotente che funziona su ogni singolo essere vivente. È nostro compito incidere la legge della giungla sui corpi dei nostri avversari – non umani, ma animali.
Dai un'occhiata intorno a te, GFK. Probabilmente non li riconoscerai neanche dopo aver sentito queste mie parole, ma i membri del pubblico sono tutte persone con cui hai avuto a che fare.
Hai lasciato nella mani di Anzu-san i preparativi per la registrazione del “Marble Cast” e per la selezione del pubblico; siamo stati in grado di scegliere ogni singolo individuo da invitare.
Le persone riunite qui sono tutte vittime dei tuoi inganni.
Kohaku: E lascia che te lo dica, è stato davvero difficile radunare tutte queste persone.
Siamo stati in grado di risalire ai nome dai dati che abbiamo raccolto nel Dipartimento di Intelligence, ma le tue vittime si erano sparpagliate ovunque dopo che le loro vite erano state distrutte.
Dal momento che in passato erano state ingannate, sono diventate sospettose nei confronti delle altre persone. Non volevano riporre la loro fiducia in noi.
Tuttavia, volevano fartela pagare... prendersi almeno un briciolo di vendetta.
È stato questo che le ha convinte a venire qui da ogni luogo. Traboccanti di rabbia, si sono riunite intorno a questo palcoscenico sotterraneo della ES.
Forza, guardati intorno. Sono tutte pronte per vederti cadere nelle profondità dell'inferno.
Madara: Ahahah, mi sembri piuttosto pallido, GFK. Non ti stai sforzando abbastanza; dovresti impegnarti un po' di più se vuoi interpretare il cattivo.
Se davvero sei in grado di tracciare una linea tra te e chi ti circonda, il tuo sorriso non dovrebbe minimamente vacillare in una situazione come questa.
Affermeresti in maniera sfacciata che non hai fatto niente di sbagliato, che la colpa è delle persone che tu stesso hai ingannato.
Kohaku: Fufu. Dai, mostra un sorriso. Prova a dirlo di fronte a tutte queste persone che hai calpestato. Dì loro che non hai fatto niente.
Madara: Non hai commesso un singolo crimine, non hai infranto alcuna legge. È per questo che, molto probabilmente, la polizia ed il tribunale ti perdoneranno...
Kohaku: Ma credi forse che la divinità che domina il cielo e la terra ti perdonerà?
Madara: Che ne dici di scoprirlo, Kohaku-san?
Kohaku: Sono con te. Vediamo che cosa ne uscirà fuori, Madara-han.